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IL CONDOMINIO: norme e regole

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ISTAT

  • Indici dei prezzi al consumo
    A Luglio NIC +0,3% su giugno +2,7% in un anno
  • Commercio estero
    A giugno il saldo complessivo è -1,8 miliardi di euro
  • La vita quotidiana
    Anno 2010
  • Stima preliminare del Pil
    Nel II trimestre 2011 +0,3% sul I trimestre 2011, +0,8% su anno
  • Indice della produzione industriale
    A giugno +0,2% su base annua
  • I gruppi di impresa in Italia
    Nel 2009 sono più di 80.000 con 5,7 milioni di addetti
  • Statistiche culturali
    Anni 2008 e 2009
  • Indici dei prezzi alla produzione dei prodotti energetici
    Giugno 2011
  • Occupati e disoccupati: stime provvisorie
    A giugno -0,1% gli occupati, -0,3% i disoccupati
  • Indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali
    A giugno +0,1 % su maggio +4,3% in un anno
  • Bilancio demografico mensile
    Il bilancio demografico mensile nel periodo Gennaio-Novembre 2006

  • Comune di Vicenza: Tutte le notizie
  • Impianti di illuminazione, conclusi i lavori in via Fratelli Bandiera e in piazza Scamozzi
    Si sono conclusi ieri, giovedì 17 agosto, i lavori di realizzazione dei due nuovi impianti di illuminazione di via Fratelli Bandiera, tra la rotatoria con viale Rodolfi e quella con viale Astichello, e di piazza Vincenzo Scamozzi, detta anche della Madonnina, all'incrocio tra le vie Carpioni, Miglioranza, Maffei e Calderari. Da questa sera, venerdì 18 agosto, entrambi gli impianti saranno accesi. “Entrambi gli interventi erano richiesti da tempo dai cittadini e ben presenti all'amministrazione – ha dichiarato l'assessore alla cura urbana Cristina Balbi – che in questo modo è riuscita nell'obiettivo di migliorare la sicurezza delle due aree rendendole più ordinate”. In sostituzione del vecchio impianto di via Fratelli Bandiera sono state realizzate nuove linee di alimentazione elettrica in cavidotto interrato e installati 8 nuovi pali per l’illuminazione a led. In piazza Scamozzi, invece, si è proceduto alla posa di linee di alimentazione elettrica interrate e all'installazione di 4 nuovi lampioni a metà di ciascuno dei quattro lati esterni della rotatoria della piazza, oltre che di 3 nuovi lampioni nella laterale via Carpioni. Come previsto da capitolato, a primavera del 2018 gli scavi saranno ripristinati definitivamente.
  • L'autografo di Michelangelo della Bertoliana in mostra al Met di New York
    A fine ottobre la Lettera di Michelangelo con disegni conservata nelle raccolte della Biblioteca civica Bertoliana prenderà il volo per New York, dove il prestigioso Metropolitan Museum of Art celebrerà l'arte del Buonarroti con la più grande esposizione mai dedicata dall'istituzione newyorchese al Rinascimento e al genio del fiorentino. Ne hanno dato l’annuncio oggi nella sala della Specchiera di palazzo Cordellina il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d’Elci e per la Biblioteca civica Bertoliana il presidente Giuseppe Pupillo e il direttore Giorgio Lotto. “La Bertoliana, che ha una funzione di pubblica lettura, conserva un patrimonio di grande valore che alimenta un’attività di scambio e prestito di opere spesso richieste da istituzioni prestigiose – ha spiegato il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d’Elci -. Questo avviene anche a Palazzo Chiericati dove da poco è rientrato il “Cristo crocifisso” di Hans Memling dalla Pierpont Morgan Library & Museum di New York; inoltre opere rinascimentali conservate nei depositi del Chiericati sono state esposte al Metropolitan Art Museum di Tokyo mentre tutt’ora è allestita a Zagabria la mostra su Tiepolo, prima a Torino, che accoglie alcune opere sempre del Chiericati. Si può quindi comprendere come a volte l’attestazione del valore di ciò che custodiamo proviene da istituzioni e realtà esterne. Da parte nostra abbiamo deciso di avviare una politica che a fronte di prestiti ci consente di ottenere in cambio il restauro dell’opera. In questo modo assolviamo alla funzione di valorizzazione per cui Vicenza in questi ultimi anni ha fatto molto”. “La donazione avviene nel 1866, data memorabile per l’unione del Veneto all’Italia, che coincide con l'avvio di un periodo ricco di donazioni alla Bertoliana da parte di privati cittadini – è intervenuto il presidente della Biblioteca civica Bertoliana Giuseppe Pupillo -. Donazioni che da sempre sono elemento fondamentale per la vita della Bertoliana e che fortunatamente continuano ancora oggi contribuendo ad arricchire la già eccezionale ricchezza documentale dell’istituzione cittadina grazie anche al rapporto con città e provincia. Accanto alle donazioni, elemento fondamentale per la crescita della Bertoliana sono stati gli eruditi e i bibliotecari che si susseguirono negli anni: il 16 settembre ricorderemo un grande bibliotecario, Antonio Marco Dalla Pozza, noto per le grandi capacità innovative. Non si può dimenticare il ruolo degli studiosi, tra cui Lionello Puppi che ha approfondito l’analisi dell’autografo di Michelangelo, e di tutti gli altri esperti che accedono alla Bertoliana per approfondire lo studio de i numerosi documenti conservati. La lettera è stata esposta in tre momenti, tra cui a Palazzo Thiene nel 2003, occasione in cui il Rotary Club si assunse l’onere del restauro che fu realizzato dall'Istituto centrale di patologia del libro di Roma. L’attenzione verso il restauro delle opere è fondamentale per la conservazione del patrimonio: ben venga che si sentano coinvolte associazioni e anche privati. Infine ricordo che è importante rafforzare il legame tra la città e la Bertoliana, che ha certamente oggi la funzione di offrire un servizio di pubblica lettura ma che vede la sua grandezza nel fitto patrimonio delle raccolte documentali”. Il direttore della Biblioteca, Giorgio Lotto, ha poi descritto la lettera e illustrato il valore del documento che è assicurato per 2.214.300 dollari. “Michelangelo: Divine Draftsman and Designer”, l'esposizione nella quale 150 disegni, tre grandi sculture e una serie di opere provenienti da 54 collezioni europee e statunitensi celebrerà la mano e lo sguardo del “divino” disegnatore e progettista, sarà inaugurata il 6 novembre prossimo al Met e visitabile fino al 12 febbraio 2018. La mostra condurrà in un viaggio imperdibile tra le suggestioni poetiche, estetiche, filosofiche e iconografiche del Buonarroti, senza dimenticare un confronto ragionato col contesto: a completare il percorso ci saranno un buon numero di opere complementari di altri artisti del Cinquecento. Al centro dell'evento, curato da Carmen C. Bambach, direttrice del dipartimento di grafica del Met, c’è la forza del disegno come origine e fondamento di tutta l'arte michelangiolesca, tra potenza drammatica e virtuosismo tecnico: dalla pittura alla scultura, passando per l’architettura. Bambach è venuta di persona in Bertoliana per visionare il documento michelangiolesco esibito ad oggi solo in tre occasioni, tutte nella città di Vicenza. La Lettera di Michelangelo a Pietro Urbano, scritta a Firenze il 20 agosto 1519, si inserisce nella tempestosa e sfortunata vicenda della decorazione della facciata del tempio mediceo di San Lorenzo e illumina il rapporto intrattenuto da Michelangelo con il suo più fidato collaboratore, Pietro Urbano. Terminato l'ampliamento della primitiva chiesa fiorentina di San Lorenzo a cura di Filippo Brunelleschi, nel 1518 Leone X – figlio di Lorenzo il Magnifico - incaricò Michelangelo di decorarne la facciata. “Sei colonne d'undici brazza e mezzo l'una e molti altri marmi” furono “bozzati” nel 1520; l'anno dopo avvenne il primo trasferimento di tre colonne, delle quali due si ruppero e solo una giunse al cantiere fiorentino. Poco dopo Leone X scisse il contratto con Michelangelo e la facciata di San Lorenzo restò al grezzo, così come noi la conosciamo. Il grande artista fiorentino si era peraltro recato di persona sulle Apuane per scegliere personalmente i marmi da impiegare per la decorazione del tempio mediceo e il fido aiuto Pietro Urbano aveva avuto il compito di vigilare il lavoro presso le cave di Carrara. La Lettera di Michelangelo a Pietro Urbano, scritta a Firenze il 20 agosto 1519, è un foglio nel quale il Buonarroti, impaziente, sollecita notizie dall'aiutante. Michelangelo chiede, in particolare, se sono già state tagliate le pietre destinate al tempio laurenziano. Per la consegna la missiva venne affidata al carradore Michele Lelli diretto a Pietrasanta dov'era l'Urbano. Ai lati del foglio usato da Michelangelo per vergare il breve messaggio si stagliano gli schizzi a lapis del capo e del petto di un uccello rapace, nonché di una gamba umana. Sul verso è disegnata la zampa tesa e scarnificata di un uccello posta subito sotto la firma Michelagnolo in Firenze. I tre disegni sono del Buonarroti, mentre gli altri schizzi sommari e deboli sono di una mano che emula l'impronta grafica michelangiolesca. Ma perché quei disegni su un foglietto utilizzato per una missiva? La critica ha proposto uno scenario in cui Michelangelo, per scrivere il breve messaggio all'Urbano, abbia impiegato uno dei quei pezzi di carta su cui soleva esercitare la mano inventando fantasie di immagini. I tre disegni tramutano il foglio della Bertoliana da un pur importante frammento autografo epistolare, a inestimabile testimonianza dell'arte di Michelangelo. Il documento giunse in Bertoliana nel 1866 attraverso il dono di Antonio Porto che destinava alla civica biblioteca di Vicenza i manoscritti, gli autografi e gli epistolari appartenuti ai conti Alessandro e Leonardo Trissino. Ad analizzarlo scientificamente per la prima volta ed a portarlo alla ribalta internazionale fu Lionello Puppi nel 1967. Nel 1979 l'autografo trovò definitivo riconoscimento venendo collocato nel corpus del carteggio dell'artista nella monumentale opera curata da Paola Barocchi e Renzo Ristori. Nel 2002 il foglio venne meticolosamente restaurato dall'Istituto di Patologia del libro di Roma con il contributo del Rotary Club Vicenza. La carta si presentava, infatti, imbrunita e indebolita lungo le numerose pieghe; inoltre una estesa lacerazione interessava tre quarti della lunghezza. Già nel 2003, però, il foglio poté tornare alla pubblica attenzione, pulito e consolidato, in una importante iniziativa espositiva allestita nella sede della Banca Popolare di Vicenza in contra' Porti.        
  • Luna park a Campo Marzo, in funzione da venerdì 25 agosto a giovedì 14 settembre
    Come da tradizione Campo Marzo si prepara ad accogliere il Luna park allestito in occasione della Festa dei Oto dell'8 settembre. E’ stata pubblicata un'ordinanza con cui si dispone l'apertura delle attrazioni lungo viale Dalmazia a partire da venerdì 25 agosto fino a giovedì 14 settembre. Le operazioni di allestimento inizieranno già lunedì 21 agosto. Nella stessa ordinanza è previsto anche il divieto di vendita da parte degli operatori, concessionari delle aree pubbliche a Campo Marzo in occasione del luna park, di bevande in bottiglie di vetro. Come stabilito dal regolamento comunale di polizia urbana, licenziato lo scorso giugno, non sarà, inoltre, possibile detenere bevande in bottiglie di vetro, pena il sequestro delle stesse. Il Luna park sarà in funzione dalle 16 alle 24 dal lunedì al giovedì e dalle 15 all'1 di notte il venerdì e il sabato; la domenica, invece, dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 24. Giovedì 7 settembre, in occasione dell'annuale processione al Santuario di Monte Berico, gli impianti sonori saranno spenti alle 20. Venerdì 8 settembre il luna park sarà aperto dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 all'1 di notte.  
  • Zanzara tigre, il 22 e il 24 agosto disinfestazioni nei cimiteri e nelle aree verdi
    Proseguono le disinfestazioni da zanzara tigre programmate daI settore Ambiente, energia e tutela del territorio del Comune di Vicenza. Per consentire tali interventi, martedì 22 agosto rimarranno chiusi al pubblico il cimitero di Polegge e il campo di atletica Perraro in via Rosmini, mentre giovedì 24 agosto non saranno accessibili il cimitero di Maddalene e Parco Fornaci. In caso di maltempo gli interventi saranno rinviati. Per maggiori informazioni è possibile consultare la scheda urp sul sito del Comune, seguendo il percorso Cittadino, Ambiente e territorio, Derattizzazione e disinfestazione.
  • Giovanni Guglielmo è stato sepolto nel Famedio del Cimitero maggiore
    Questa mattina alle 10 il maestro Giovanni Guglielmo, musicista vicentino scomparso domenica 13 agosto, è stato sepolto nel Famedio del Cimitero maggiore. All’illustre cittadino la giunta comunale ha voluto attribuire l’onore della sepoltura nel prestigioso luogo riservato alle personalità benemerite che si sono particolarmente distinte. Il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d’Elci ha portato il saluto del sindaco, fuori città per alcuni giorni, particolarmente affettuoso verso il figlio e la vedova. “Siamo riuniti qui oggi non a mestamente evocare le ombre ma, in piena luce, ad accarezzare un'idea bella e potente e a offrirla in dono, dono ultimo ed estremo, al maestro Giovanni Guglielmo. Questa idea, e questo dono, si chiama immortalità. Ed è l'idea più bella e potente e commovente che una comunità civile possa produrre, l'unica forse capace di competere per emozione e profondità - dal punto di vista laico - con le formule e i riti con cui la religione conforta quanti hanno il dono della fede. E come per l'intitolazione di un luogo, la sepoltura in questo luogo - l'iscrizione di un nome su questa lapide - non rappresenta solo un grande onore, l'onore più grande che una comunità possa tributare, ma appunto un impegno e una promessa laica di immortalità. È il modo con cui la comunità guarda a un defunto e lo fa, letteralmente, proprio, reclamandolo da una dimensione esclusivamente privata a quella collettiva. È il modo con cui la comunità lo ringrazia. Il modo in cui gli dice: tu sei amato. In cui gli promette: non sarai dimenticato. Ma è, cosa ancora più importante, il modo con cui la comunità parla a se stessa e dice: guardate questa storia, e ammiratela, perché è una storia esemplare. Nessuno di coloro che sono stati invitati nel Famedio cittadino ha avuto una vita che non fosse esattamente questo - esemplare. Ed è una bellissima parola, esempio, una parola che dovremmo riscoprire e coltivare nuovamente e con più forza di quanto facciamo in questo tempo difficile e spesso triste, come la cronaca di questi giorni e di queste ore ci ricorda, un tempo che a volte pare preludere a un ritorno, doloroso e preoccupante, delle tenebre. "Perché il male trionfi - scrisse il filosofo Edmund Burke - basta una sola cosa, che gli uomini buoni non facciano niente". Dunque, l'esempio. L'esempio come una luce che rischiara, come un faro che fende le nebbie e indirizza le navi a evitare gli scogli e raggiungere un porto sicuro. Ed è difficile pensare all'idea di esempio, di esemplarità, senza collegarla a un altro concetto fondamentale: quello dell'insegnamento, della trasmissione della conoscenza, della formazione di una coscienza, dell'accompagnamento dei più giovani lungo un percorso di ricerca, di scoperta, di sfida, di realizzazione. Sottolineo queste parole - esempio, insegnamento, accompagnamento - perché per me racchiudono, delle molte belle e importanti pagine di vita vergate da Giovanni Guglielmo, la più luminosa. Quella che lo ha visto - accanto agli sfolgoranti successi personali e ai mille riconoscimenti artistici - appunto didatta, docente, guida, amico. Maestro. Tutti voi, che gli siete stati vicini e allievi e colleghi, pensate a lui istintivamente - lo si è ben visto nei tanti dolcissimi commenti di questi giorni - come al "Maestro", con la M maiuscola. E pur non avendo avuto la fortuna di essergli io amico, ho colto bene, nelle parole che ho letto e udito di tanti di voi, come nel suo caso il termine "maestro" non sia solo l'appellativo che si riserva ai musicisti. Ma che racchiuda appunto quella affettuosa fiducia, intrisa però di un profondo rispetto, che dedichiamo a coloro a cui riconosciamo il ruolo e il compito di guidarci per un tratto - più lungo, più breve - della nostra vita. Delle tante pagine di una carriera eccezionale, allora, non ricorderò qui le più gloriose - ma quella per la nostra città più importante, la più luminosa. Quella del Guglielmo didatta, docente, maestro, direttore, formatore, ispiratore, accompagnatore. Quella che gli ha visto lasciare un segno su generazioni di giovani musicisti, e che nella nostra città si è tradotta tra le altre nelle esperienze grandiose della fondazione e direzione del conservatorio Pedrollo, dell'Orchestra del Teatro Olimpico, e, negli ultimi fecondissimi anni, nell'esperienza formidabile dell'Ensemble Musagete, che ben sintetizza la sua attitudine a circondarsi di musicisti più giovani e a contribuire con amore alla loro crescita. Coltivare la pazienza e le fatiche e le gioie dell'insegnamento significa riporre fiducia nella forza dell'uomo, nel senso più profondo dell'uomo, nell'idea che sia la speranza - e non la paura - a definire l'orizzonte dell'uomo. Credere nell'educazione, dedicarvi le proprie energie e la propria passione, significa abbracciare l'idea che i nostri giorni migliori non siano alle nostre spalle ma davanti a noi, ancora da vivere, promessa iscritta in un tempo futuro. Giovanni Guglielmo ha, per tutta una vita lunga e ben spesa, onorato la città di Vicenza; oggi la città di Vicenza lo onora, per l'ultima volta, nel modo più solenne che abbia, invitandolo nel Famedio, pantheon dei propri eroi civili. Caro maestro, la città di Vicenza qui, oggi, ti saluta, con commozione ma senza mestizia. Riposa in pace, ma non necessariamente in silenzio: allieta il tempo e il riposo di quei cittadini illustri e benemeriti cui oggi ti affratelli con un'altra forma di immortalità, quella con cui questa cerimonia è iniziata - la grazia perfetta e senza tempo della musica”.
  • Il Giornale di Vicenza

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