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UNA SOLA CERTIFICAZIONE ENERGETICA PER TUTTO L' EDIFICIO CONDOMINIALE

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La legge consente di redigere una certificazione energetica unica per l’intero edificio-condominio, conseguendo sia un risparmio, sia un risultato più preciso. Tuttavia ci sono alcuni aspetti da valutare prima di optare per la soluzione collettiva. La certificazione energetica condominiale apparentemente conviene a chi è in procinto di vendere o affittare la propria unità immobiliare. Chi invece non prevede di vendere o affittare (in particolare attraverso la pubblicazione di annunci di offerta immobiliare) sarà meno propenso. A ben rifletter però, la certificazione è un’ottima occasione per individuare delle politiche di risparmio energetico che alleggeriscano le bollette di qualsiasi condomino; questo risparmio interesserà particolarmente chi programma di rimanere in proprietà a lungo.
Riportiamo per maggior chiarezza le indicazioni del legislatore...
Ultimo aggiornamento Lunedì 10 Settembre 2012 09:38 Leggi tutto...
 

Studio ARKOM, amministrazioni condominiali.

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Lo studio Arkom è online.

Qui troverete una fonte costante di informazioni sulle attività, le norme, le sentenze che regolamentano la vita in condominio.  La maggioranza degli italiani oggi vive in condominio. All'interno di questo sito potrai trovare una interessante e aggiornata panoramica di articoli sulla vita in condominio, apprendere argomenti e normative aggiornate costantemente. Anche con riferimento alla nuova riforma del condominio del 20 novembre 2012. 

SITO IN CONTINUO AGGIORNAMENTO

Amministrazioni e Gestioni Immobiliari
Serietà, professionalità e cortesia al vostro servizio
Lo studio Arkom svolge la propria attività di Amministrazione e gestione condominiale di condomini residenziali, immobili commerciali e complessi artigianali e industriali in Vicenza e Provincia. Lo studio è in grado di offrire un servizio di amministrazione particolarmente efficiente, tempestivo e qualitativamente elevato a costi ragionevoli. Un insieme di servizi professionali e all'avanguardia che vengono offerti al condominio e che sono dei veri e propri punti di forza per una gestione innovativa e trasparente del condominio, in linea con le attuali attese della clientela sempre più preparata ed esigente.
Attraverso l’esperienza maturata dal titolare dello studio, la particolare formazione nella gestione dei conflitti sociali, dei processi organizzativi e gestionali uniti al continuo aggiornamento e la preparazione qualificata del'intero gruppo di lavoro, lo studio Arkom può garantire grande professionalità e competenza nella risoluzione delle problematiche condominiali.

 

Il codice civile (NUOVA RIFORMA NOV. 2012)

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La riforma del condominio è legge.

 

Ecco il nuovo codice del condominio

 

La legge 11 dicembre 2012, n. 220, “Modifiche alla disciplina del condominio negli edifici”, è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 293 del 17/12/2012. Le nuove norme in vigore dal 18 giugno 2013.

  • CODICE CIVILE (novità a partire dall’art. 1117 in avanti)  
  • DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE DEL CODICE CIVILE

CODICE CIVILE

Art. 1100 C.C. (Norme regolatrici)
Quando la proprietà o altro diritto reale spetta in comune a più persone, se il titolo o la legge non dispone diversamente si applicano le norme seguenti.
Art. 1101 C.C. (Quote deipartecipanti)
Le quote dei partecipanti alla comunone si presumono eguali.
Il concorso dei partecipanti, tanto nei vantaggi quanto nei pesi della comunone, è in proporzione delle rispettive quote.
Art. 1102 C.C. (Uso della cosa comune)
Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il migliore godimento della cosa.
Il partecipante non può estendere il suo diritto sulla cosa comune in danno degli altri partecipanti, se non compie atti idonei a mutare il titolo del suo possesso.
Art. 1103 C.C. (Disposizioni della quota)
Ciascun partecipante può disporre del suo diritto e cedere ad altri il godimento della cosa nei limiti della sua quota.
Per le ipoteche costituite da uno dei partecipanti si osservano le disposizioni contenute nel capo IV del titolo III del libro VI.
Art. 1104 C.C. (Obblighi dei partecipanti)
Ciascun partecipante deve contribuire nelle spese necessarie per la conservazione e per il godimento della cosa comune e nelle spese deliberate dalla maggioranza a norma delle disposizioni seguenti, salva la facoltà di liberarsene con la rinunzia al suo diritto.
La rinunzia non giova al partecipante che abbia anche tacitamente approvato la spesa.
Il cessionario del partecipante è tenuto in solido con il cedente a pagare i contributi da questo dovuti e non versati.
Art. 1105 C.C. (Amministrazione)
Tutti i partecipanti hanno diritto di concorrere nell'amministrazione della cosa comune.
Per gli atti di ordinaria amministrazione le deliberazioni della maggioranza dei partecipanti, calcolata secondo il valore delle loro quote, sono obbligatorie per la minoranza dissenziente.
Per la validità delle deliberazioni della maggioranza si richiede che tutti i partecipanti siano stati preventivamente informati dell'oggetto della deliberazione.
Se non si prendono i provvedimenti necessari per l'amministrazione della cosa comune o non si forma una maggioranza, ovvero se la deliberazione adottata non viene eseguita, ciascun partecipante può ricorrere alla autorità giudiziaria. Questa provvede in camera di consiglio e può anche nominare un amministratore.
Art. 1106 C.C. (Regolamento della comunione e nomina di amministratore)
Con la maggioranza calcolata nel modo indicato dall'articolo precedente, può essere formato un regolamento per l'ordinaria amministrazione e per il miglior godimento della cosa comune.
Nello stesso modo l'amministrazione può essere delegata ad uno o più partecipanti, o anche a un estraneo, determinandosi i poteri e gli obblighi dell'amministratore.
Art. 1107 C.C. (Impugnazione del regolamento)
Ciascuno dei partecipanti dissenzienti può impugnare davanti all'autorità giudiziaria il regolamento della comunione entro trenta giorni dalla deliberazione che lo ha approvato. Per gli assenti il termine decorre dal giorno in cui è stata loro comunicata la deliberazione. L'autorità giudiziaria decide con unica sentenza sulle opposizioni proposte.
Decorso il termine indicato dal comma precedente senza che il regolamento sia stato impugnato, questo ha effetto anche per gli eredi e gli aventi causa dai singoli partecipanti.
Art. 1108 C.C. (Innovazioni e altri atti eccedenti l'ordinaria amministrazione)
Con deliberazione della maggioranza dei partecipanti che rappresenti almeno due terzi del valore complessivo della cosa comune, si possono disporre tutte le innovazioni dirette al miglioramento della cosa o a renderne più comodo o redditizio il godimento, purché esse non pregiudichino il godimento di alcuno dei partecipanti e non importino una spesa eccessivamente gravosa.
Nello stesso modo si possono compiere gli altri atti eccedenti l'ordinaria amministrazione, sempre che non risultino pregiudizievoli all'interesse di alcuno dei partecipanti.
E' necessario il consenso di tutti i partecipanti per gli atti di alienazione o di costituzione di diritti reali sul fondo comune e per le locazioni di durata superiore a nove anni.
L'ipoteca può essere tuttavia consentita dalla maggioranza indicata dal primo comma, qualora abbia lo scopo di garantire la restituzione delle somme mutate per la ricostruzione o per il miglioramento della cosa comune.
Art. 1109 C.C. (Impugnazione delle deliberazioni)
Ciascuno dei componenti la minoranza dissenziente può impugnare davanti all'autorità giudiziaria le deliberazioni della maggioranza:
nel caso previsto dal secondo comma dell'art. 1105, se la deliberazione è gravemente pregiudizievole alla cosa comune
se non è stata osservata la disposizione del terzo comma dell'art.1105;
se la deliberazione relativa a innovazioni o ad altri atti eccedenti l'ordinaria amministrazione è in contrasto con le norme del primo e del secondo comma dell'art. 1108.
L'impugnazione deve essere proposta, sotto pena di decadenza, entro trenta giorni dalla deliberazione. Per gli assenti il termine decorre dal giorno in cui è stata loro comunicata la deliberazione. In pendenza del giudizio, l'autorità giudiziaria può ordinare la sospensione del provvedimento deliberato.
Art. 1110. (Rimborso di spese)
Il partecipante che, in caso di trascuranza degli altri partecipanti o dell'amministratore, ha sostenute spese necessarie per la conservazione della cosa comune, ha diritto al rimborso.
Art. 1111 C.C. (Scioglimento della comunione)
Ciascuno dei partecipanti può sempre domandare lo scioglimento della comunone, l'autorità giudiziaria può stabilire una congrua dilazione, in ogni caso non superiore a cinque anni, se l'immediato scioglimento può pregiudicare gli interessi degli altri.
Il patto di rimanere in comunione per un tempo non maggiore di dieci anni è valido e ha effetto anche per gli aventi causa dai partecipanti. Se è stato stipulato per un termine maggiore di questo si riduce a dieci anni.
Se gravi circostanze lo richiedono, l'autorità giudiziaria può ordinare lo scioglimento della comunione prima del tempo convenuto.
Art. 1112 C.C. (Cose non soggette a divisione)
Lo scioglimento della comunione non può essere chiesto quando si tratta di cose che, se divise, cesserebbero di servire all'uso a cui sono destinate.
Art. 1113 C.C. (Intervento nella divisione e opposizione)
I creditori e gli aventi causa da un partecipante possono intervenire nella divisione a proprie spese, ma non possono impugnare la divisione già eseguita, a meno che abbiano notificato un'opposizione anteriormente alla divisione stessa e salvo sempre ad essi l'esperimento dell'azione revocatoria o dell'azione surrogatoria.
Nella divisione che ha per oggetto beni immobili, l'opposizione, per l'effetto indicato dal comma precedente, deve essere trascritta prima della trascrizione dell'atto di divisione e, se si tratta di divisione giudiziale, prima della trascrizione della relativa domanda.
Devono essere chiamati a intervenire, perché la divisione abbia effetto nei loro confronti, i creditori iscritti e coloro che hanno acquistato diritti sull'immobile in virtù di atti soggetti a trascrizione e trascritti prima della trascrizione dell'atto di divisione o della trascrizione della domanda di divisione giudiziale.
Nessuna ragione di prelevamento in natura per crediti nascenti dalla comunione può opporsi contro le persone indicate dal comma precedente eccetto le ragioni di prelevamento nascenti dal titolo anteriore alla comunione medesima, ovvero da collazione.
Art. 1114 C.C. (Divisione in natura)
La divisione ha luogo in natura, se la cosa può essere comodamente divisa in parti corrispondenti alle quote dei partecipanti.
Art. 1115 C.C. (Obbligazioni solidali dei partecipanti)
Ciascun partecipante può esigere che siano estinte le obbligazioni in solido contratte per la cosa comune, le quali siano scadute o scadano entro l'anno dalla domanda di divisione.
La somma per estinguere le obbligazioni si preleva dal prezzo di vendita della cosa comune, e, se la divisione ha luogo in natura, si procede alla vendita di una congrua frazione della cosa, salvo diverso accordo tra i condividenti.
Il partecipante che ha pagato il debito in solido e non ha ottenuto rimborso concorre nella divisione per una maggiore quota corrispondente al suo diritto verso gli altri condividenti.
Art. 1116 C.C. (Applicabilità delle norme sulla divisione ereditaria)
Alla divisione delle cose comuni si applicano le norme sulla divisione dell'eredità, in quanto non siano in contrasto con quelle sopra stabilite.
Art. 1117 C.C. (Parti comuni dell'edificio) (Derogabile)
Sono oggetto di proprietà comune dei proprietari delle singole unità immobiliari dell'edificio, anche se aventi diritto a godimento periodico e se non risulta il contrario dal titolo:
1) tutte le parti dell'edificio necessarie all'uso comune, come il suolo su cui sorge l'edificio, le fondazioni, i muri maestri, i pilastri e le travi portanti, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni di ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili e le facciate;
2) le aree destinate a parcheggio nonché i locali per i servizi in comune, come la portineria, incluso l'alloggio del portiere, la lavanderia, gli stenditoi e i sottotetti destinati, per le caratteristiche strutturali e funzionali, all'uso comune;
3) le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere destinati all'uso comune, come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli impianti idrici e fognari, i sistemi centralizzati di distribuzione e di trasmissione per il gas, per l'energia elettrica, per il riscaldamento ed il condizionamento dell'aria, per la ricezione radiotelevisiva e per l'accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino al punto di diramazione ai locali di proprietà individuale dei singoli condomini, ovvero, in caso di impianti unitari, fino al punto di utenza, salvo quanto disposto dalle normative di settore in materia di reti pubbliche.
Art. 1117-bis C.C.  (Ambito di applicabilità)
Le disposizioni del presente capo si applicano, in quanto compatibili, in tutti i casi in cui più unità immobiliari o più edifici ovvero più condominii di unità immobiliari o di edifici abbiano parti comuni ai sensi dell'articolo 1117.
Art. 1117-ter C.C.  (Modificazioni delle destinazioni d'uso)
Per soddisfare esigenze di interesse condominiale, l'assemblea, con un numero di voti che rappresenti i quattro quinti dei partecipanti al condominio e i quattro quinti del valore dell'edificio, può modificare la destinazione d'uso delle parti comuni.
La convocazione dell'assemblea deve essere affissa per non meno di trenta giorni consecutivi nei locali di maggior uso comune o negli spazi a tal fine destinati e deve effettuarsi mediante lettera raccomandata o equipollenti mezzi telematici, in modo da pervenire almeno venti giorni prima della data di convocazione.
La convocazione dell'assemblea, a pena di nullità, deve indicare le parti comuni oggetto della modificazione e la nuova destinazione d'uso.
La deliberazione deve contenere la dichiarazione espressa che sono stati effettuati gli adempimenti di cui ai precedenti commi.
Sono vietate le modificazioni delle destinazioni d'uso che possono recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato o che ne alterano il decoro architettonico.
Art. 1117-quater C.C.  (Tutela delle destinazioni d’uso)
In caso di attività che incidono negativamente e in modo sostanziale sulle destinazioni d'uso delle parti comuni, l'amministratore o i condomini, anche singolarmente, possono diffidare l'esecutore e possono chiedere la convocazione dell'assemblea per far cessare la violazione, anche mediante azioni giudiziarie. L'assemblea delibera in merito alla cessazione di tali attività con la maggioranza prevista dal secondo comma dell'articolo 1136.
Art. 1118 C.C.  (Diritti dei partecipanti sulle parti comuni) (1° comma derogabile, 2° comma inderogabile)
Il diritto di ciascun condomino sulle parti comuni, salvo che il titolo non disponga altrimenti, è proporzionale al valore dell'unità immobiliare che gli appartiene.
Il condomino non può rinunziare al suo diritto sulle parti comuni.
Il condomino non può sottrarsi all'obbligo di contribuire alle spese per la conservazione delle parti comuni, neanche modificando la destinazione d'uso della propria unità immobiliare, salvo quanto disposto da leggi speciali.
Il condomino può rinunciare all'utilizzo dell'impianto centralizzato di
riscaldamento o di condizionamento, se dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini. In tal caso il rinunziante resta tenuto a concorrere al pagamento delle sole spese per la manutenzione straordinaria dell'impianto e per la sua conservazione e messa a norma.
Art. 1119 C.C.  (Indivisibilità) (Inderogabile)
Le parti comuni dell'edificio non sono soggette a divisione , a meno che la divisione possa farsi senza rendere più incomodo l'uso della cosa a ciascun condomino e con il consenso di tutti i partecipanti al condominio.
Art. 1120 C.C.  (Innovazioni) (Inderogabile)
I condomini, con la maggioranza indicata dal quinto comma dell'articolo 1136, possono disporre tutte le innovazioni dirette al miglioramento o all'uso più comodo o al maggior rendimento delle cose comuni.
I condomini, con la maggioranza indicata dal secondo comma dell'articolo 1136, possono disporre le innovazioni che, nel rispetto della normativa di settore, hanno ad oggetto:
1) le opere e gli interventi volti a migliorare la sicurezza e la salubrità degli edifici e degli impianti;
2) le opere e gli interventi previsti per eliminare le barriere architettoniche, per il contenimento del consumo energetico degli edifici e per realizzare parcheggi destinati a servizio delle unità immobiliari o dell'edificio, nonché per la produzione di energia mediante l'utilizzo di impianti di cogenerazione, fonti eoliche, solari o comunque rinnovabili da parte del condominio o di terzi che conseguano a titolo oneroso un diritto reale o personale di godimento del lastrico solare o di altra idonea superficie comune;
3) l'installazione di impianti centralizzati per la ricezione radiotelevisiva e per l'accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino alla diramazione per le singole utenze, ad esclusione degli impianti che non comportano modifiche in grado di alterare la destinazione della cosa comune e di impedire agli altri condomini di farne uso secondo il loro diritto.
L'amministratore è tenuto a convocare l'assemblea entro trenta giorni dalla richiesta anche di un solo condomino interessato all'adozione delle deliberazioni di cui al precedente comma. La richiesta deve contenere l'indicazione del contenuto specifico e delle modalità di esecuzione degli interventi proposti. In mancanza, l'amministratore deve invitare senza indugio il condomino proponente a fornire le necessarie integrazioni.
Sono vietate le innovazioni che possano recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato, che ne alterino il decoro architettonico o che rendano talune parti comuni dell'edificio inservibili all'uso o al godimento anche di un solo condomino.
Art. 1121 C.C.  (Innovazioni gravose o voluttuarie) (Derogabile)
Qualora l'innovazione importi una spesa molto gravosa o abbia carattere voluttuario rispetto alle particolari condizioni e all'importanza dell'edificio, e consista in opere, impianti o manufatti suscettibili di utilizzazione separata, i condomini che non intendono trarne vantaggio sono esonerati da qualsiasi contributo nella spesa.
Se l'utilizzazione separata non è possibile, l'innovazione non è consentita, salvo che la maggioranza dei condomini che l'ha deliberata o accettata intenda sopportarne integralmente la spesa.
Nel caso previsto dal primo comma i condomini e i loro eredi o aventi causa possono tuttavia, in qualunque tempo, partecipare ai vantaggi dell'innovazione, contribuendo nelle spese di esecuzione e di manutenzione dell'opera.
Art. 1122 C.C.  (Opere su parti di proprietà o uso individuale) (Derogabile)
Nell'unità immobiliare di sua proprietà ovvero nelle parti normalmente destinate all'uso comune, che siano state attribuite in proprietà esclusiva o destinate all'uso individuale, il condomino non può eseguire opere che rechino danno alle parti comuni ovvero determinino pregiudizio alla stabilità, alla sicurezza o al decoro architettonico dell'edificio.
In ogni caso è data preventiva notizia all'amministratore che ne riferisce all'assemblea.
Art. 1122-bis C.C.  (Impianti non centralizzati di ricezione radiotelevisiva e di produzione di energia da fonti rinnovabili) (Derogabile)
Le installazioni di impianti non centralizzati per la ricezione radiotelevisiva e per l'accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino al punto di diramazione per le singole utenze sono realizzati in modo da recare il minor pregiudizio alle parti comuni e alle unità immobiliari di proprietà individuale, preservando in ogni caso il decoro architettonico dell'edificio, salvo quanto previsto in materia di reti pubbliche.
È consentita l'installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinati al servizio di singole unità del condominio sul lastrico solare, su ogni altra idonea superficie comune e sulle parti di proprietà individuale dell'interessato.
Qualora si rendano necessarie modificazioni delle parti comuni, l'interessato ne dà comunicazione all'amministratore indicando il contenuto specifico e le modalità di esecuzione degli interventi. L'assemblea può prescrivere, con la maggioranza di cui al quinto comma dell'articolo 1136, adeguate modalità alternative di esecuzione o imporre cautele a salvaguardia della stabilità, della sicurezza o del decoro architettonico dell'edificio e, ai fini dell'installazione degli impianti di cui al secondo comma, provvede, a richiesta degli interessati, a ripartire l'uso del lastrico solare e delle altre superfici comuni, salvaguardando le diverse forme di utilizzo previste dal regolamento di condominio o comunque in atto. L'assemblea, con la medesima maggioranza, può altresì subordinare l'esecuzione alla prestazione, da parte dell'interessato, di idonea garanzia per i danni eventuali.
L'accesso alle unità immobiliari di proprietà individuale deve essere consentito ove necessario per la progettazione e per l'esecuzione delle opere. Non sono soggetti ad autorizzazione gli impianti destinati alle singole unità abitative.
Art. 1122-ter C.C.  (Impianti di videosorveglianza sulle parti comuni) (Derogabile)
Le deliberazioni concernenti l'installazione sulle parti comuni dell'edificio di impianti volti a consentire la videosorveglianza su di esse sono approvate dall'assemblea con la maggioranza di cui al secondo comma dell'articolo 1136.
Art. 1123 C.C.  (Ripartizione delle spese) (Derogabile)
Le spese necessarie per la conservazione e per il godimento delle parti comuni dell'edificio per la prestazione dei servizi nell'interesse comune e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno , salvo diversa convenzione.
Se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione dell'uso che ciascuno può farne.
Qualora un edificio abbia più scale , cortili, lastrici solari, opere o impianti destinati a servire una parte dell'intero fabbricato, le spese relative alla loro manutenzione sono a carico del gruppo di condòmini che ne trae utilità.
Art. 1124 C.C.  (Manutenzione e sostituzione delle scale e degli ascensori) (Derogabile)
Le scale e gli ascensori sono mantenuti e sostituiti dai proprietari delle unità immobiliari a cui servono. La spesa relativa è ripartita tra essi, per metà in ragione del valore delle singole unità immobiliari e per l'altra metà esclusivamente in misura proporzionale all'altezza di ciascun piano dal suolo.
Al fine del concorso nella metà della spesa, che è ripartita in ragione del valore, si considerano come piani le cantine, i palchi morti, le soffitte o camere a tetto e i lastrici solari, qualora non siano di proprietà comune.
Art. 1125 C.C.  (Manutenzione e ricostruzione dei soffitti, delle volte e dei solai) (Derogabile)
Le spese per la manutenzione e ricostruzione dei soffitti, delle volte e dei solai sono sostenute in parti eguali dai proprietari dei due piani l'uno all'altro sovrastanti, restando a carico del proprietario del piano superiore la copertura del pavimento e a carico del proprietario del piano inferiore l'intonaco, la tinta e la decorazione del soffitto.
Art. 1126 C.C.  (Lastrici solari di uso esclusivo) (Derogabile)
Quando l'uso dei lastrici solari o di una parte di essi non è comune a tutti i condomini, quelli che ne hanno l'uso esclusivo sono tenuti a contribuire per un terzo nella spesa delle riparazioni o ricostruzioni del lastrico; gli altri due terzi sono a carico di tutti i condomini dell'edificio o della parte di questo a cui il lastrico solare serve, in proporzione del valore del piano o della porzione di piano di ciascuno.
Art. 1127 C.C.  (Costruzione sopra l'ultimo piano dell'edificio) (Derogabile)
Il proprietario dell'ultimo piano dell'edificio può elevare nuovi piani o nuove fabbriche, salvo che risulti altrimenti dal titolo. La stessa facoltà spetta a chi è proprietario esclusivo del lastrico solare.
La sopraelevazione non è ammessa se le condizioni statiche dell'edificio non la consentono.
I condomini possono altresì opporsi alla sopraelevazione, se questa pregiudica l'aspetto architettonico dell'edificio ovvero diminuisce notevolmente l'aria o la luce dei piani sottostanti.
Chi fa la sopraelevazione deve corrispondere agli altri condomini un'indennità pari al valore attuale dell'area da occuparsi con la nuova fabbrica, diviso per il numero dei piani, ivi compreso quello da edificare, e detratto l'importo della quota a lui spettante. Egli è inoltre tenuto a ricostruire il lastrico solare di cui tutti o parte dei condomini avevano il diritto di usare.
Art. 1128 C.C.  (Perimento totale o parziale dell'edificio) (Derogabile)
Se l'edificio perisce interamente o per una parte che rappresenti i tre quarti del suo valore, ciascuno dei condomini può richiedere la vendita all'asta del suolo e dei materiali, salvo che sia stato diversamente convenuto.
Nel caso di perimento di una parte minore, l'assemblea dei condomini delibera circa la ricostruzione delle parti comuni dell'edificio, e ciascuno è tenuto a concorrervi in proporzione dei suoi diritti sulle parti stesse.
L'indennità corrisposta per l'assicurazione relativa alle parti comuni è destinata alla ricostruzione di queste.
Il condomino che non intende partecipare alla ricostruzione dell'edificio è tenuto a cedere agli altri condomini i suoi diritti, anche sulle parti di sua esclusiva proprietà, secondo la stima che ne sarà fatta, salvo che non preferisca cedere i diritti stessi ad alcuni soltanto dei condomini.
Art. 1129 C.C.  (Nomina, revoca ed obblighi dell'amministratore) (Inderogabile)
Quando i condomini sono più di otto, se l'assemblea non vi provvede, la nomina di un amministratore è fatta dall'autorità giudiziaria su ricorso di uno o più condomini o dell'amministratore dimissionario.
Contestualmente all'accettazione della nomina e ad ogni rinnovo dell'incarico, l'amministratore comunica i propri dati anagrafici e professionali, il codice fiscale, o, se si tratta di società, anche la sede legale e la denominazione, il locale ove si trovano i registri di cui ai numeri 6) e 7) dell'articolo 1130, nonché i giorni e le ore in cui ogni interessato, previa richiesta all'amministratore, può prenderne gratuitamente visione e ottenere, previo rimborso della spesa, copia da lui firmata.
L'assemblea può subordinare la nomina dell'amministratore alla presentazione ai condomini di una polizza individuale di assicurazione per la responsabilità civile per gli atti compiuti nell'esercizio del mandato.
L'amministratore è tenuto altresì ad adeguare i massimali della polizza se nel periodo del suo incarico l'assemblea deliberi lavori straordinari. Tale adeguamento non deve essere inferiore all'importo di spesa deliberato e deve essere effettuato contestualmente all'inizio dei lavori. Nel caso in cui l'amministratore sia coperto da una polizza di assicurazione per la responsabilità civile professionale generale per l'intera attività da lui svolta, tale polizza deve essere integrata con una dichiarazione dell'impresa di assicurazione che garantisca le condizioni previste dal periodo precedente per lo specifico condominio.
Sul luogo di accesso al condominio o di maggior uso comune, accessibile anche ai terzi, è affissa l'indicazione delle generalità, del domicilio e dei recapiti, anche telefonici, dell'amministratore.
In mancanza dell'amministratore, sul luogo di accesso al condominio o di maggior uso comune, accessibile anche ai terzi, è affissa l'indicazione delle generalità e dei recapiti, anche telefonici, della persona che svolge funzioni analoghe a quelle dell'amministratore.
L'amministratore è obbligato a far transitare le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini o da terzi, nonché quelle a qualsiasi titolo erogate per conto del condominio, su uno specifico conto corrente, postale o bancario, intestato al condominio; ciascun condomino, per il tramite dell'amministratore, può chiedere di prendere visione ed estrarre copia, a proprie spese, della rendicontazione periodica.
Alla cessazione dell'incarico l'amministratore è tenuto alla consegna di tutta la documentazione in suo possesso afferente al condominio e ai singoli condomini e ad eseguire le attività urgenti al fine di evitare pregiudizi agli interessi comuni senza diritto ad ulteriori compensi.
Salvo che sia stato espressamente dispensato dall'assemblea, l'amministratore è tenuto ad agire per la riscossione forzosa delle somme dovute dagli obbligati entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio nel quale il credito esigibile è compreso, anche ai sensi dell'articolo 63, primo comma, delle disposizioni per l'attuazione del presente codice.
L'incarico di amministratore ha durata di un anno e si intende rinnovato per eguale durata. L'assemblea convocata per la revoca o le dimissioni delibera in ordine alla nomina del nuovo amministratore.
La revoca dell'amministratore può essere deliberata in ogni tempo dall'assemblea, con la maggioranza prevista per la sua nomina oppure con le modalità previste dal regolamento di condominio. Può altresì essere disposta dall'autorità giudiziaria, su ricorso di ciascun condomino, nel caso previsto dal quarto comma dell'articolo 1131, se non rende il conto della gestione, ovvero in caso di gravi irregolarità. Nei casi in cui siano emerse gravi irregolarità fiscali o di non ottemperanza a quanto disposto dal numero 3) del dodicesimo comma del presente articolo, i condomini, anche singolarmente, possono chiedere la convocazione dell'assemblea per far cessare la violazione e revocare il mandato all'amministratore. In caso di mancata revoca da parte dell'assemblea, ciascun condomino può rivolgersi all'autorità giudiziaria; in caso di accoglimento della domanda, il ricorrente, per le spese legali, ha titolo alla rivalsa nei confronti del condominio, che a sua volta può rivalersi nei confronti dell'amministratore revocato.
Costituiscono, tra le altre, gravi irregolarità:
1) l'omessa convocazione dell'assemblea per l'approvazione del rendiconto condominiale, il ripetuto rifiuto di convocare l'assemblea per la revoca e per la nomina del nuovo amministratore o negli altri casi previsti dalla legge;
2) la mancata esecuzione di provvedimenti giudiziari e amministrativi, nonché di deliberazioni dell'assemblea;
3) la mancata apertura ed utilizzazione del conto di cui al settimo comma;
4) la gestione secondo modalità che possono generare possibilità di confusione tra il patrimonio del condominio e il patrimonio personale dell'amministratore o di altri condomini;
5) l'aver acconsentito, per un credito insoddisfatto, alla cancellazione delle formalità eseguite nei registri immobiliari a tutela dei diritti del condominio;
6) qualora sia stata promossa azione giudiziaria per la riscossione delle somme dovute al condominio, l'aver omesso di curare diligentemente l'azione e la conseguente esecuzione coattiva;
7) l'inottemperanza agli obblighi di cui all'articolo 1130, numeri 6), 7) e 9);
8) l'omessa, incompleta o inesatta comunicazione dei dati di cui al secondo comma del presente articolo;
In caso di revoca da parte dell'autorità giudiziaria, l'assemblea non può nominare nuovamente l'amministratore revocato.
L'amministratore, all'atto dell'accettazione della nomina e del suo rinnovo, deve specificare analiticamente, a pena di nullità della nomina stessa, l'importo dovuto a titolo di compenso per l'attività svolta.
Per quanto non disciplinato dal presente articolo si applicano le disposizioni di cui alla sezione I del capo IX del titolo III del libro IV.
Il presente articolo si applica anche agli edifici di alloggi di edilizia popolare ed economica, realizzati o recuperati da enti pubblici a totale partecipazione pubblica o con il concorso dello Stato, delle regioni, delle province o dei comuni, nonché a quelli realizzati da enti pubblici non economici o società private senza scopo di lucro con finalità sociali proprie dell'edilizia residenziale pubblica.
Art. 1130 C.C.  (Attribuzioni dell'amministratore) (Derogabile)
L'amministratore, oltre a quanto previsto dall'articolo 1129 e dalle vigenti disposizioni di legge, deve:
1) eseguire le deliberazioni dell'assemblea, convocarla annualmente per l'approvazione del rendiconto condominiale di cui all'articolo 1130-bis e curare l'osservanza del regolamento di condominio;
2) disciplinare l'uso delle cose comuni e la fruizione dei servizi nell'interesse comune, in modo che ne sia assicurato il miglior godimento a ciascuno dei condomini;
3) riscuotere i contributi ed erogare le spese occorrenti per la manutenzione ordinaria delle parti comuni dell'edificio e per l'esercizio dei servizi comuni;
4) compiere gli atti conservativi relativi alle parti comuni dell'edificio;
5) eseguire gli adempimenti fiscali;
6) curare la tenuta del registro di anagrafe condominiale contenente le generalità dei singoli proprietari e dei titolari di diritti reali e di diritti personali di godimento, comprensive del codice fiscale e della residenza o domicilio, i dati catastali di ciascuna unità immobiliare, nonché ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza. Ogni variazione dei dati deve essere comunicata all'amministratore in forma scritta entro sessanta giorni. L'amministratore, in caso di inerzia, mancanza o incompletezza delle comunicazioni, richiede con lettera raccomandata le informazioni necessarie alla tenuta del registro di anagrafe. Decorsi trenta giorni, in caso di omessa o incompleta risposta, l'amministratore acquisisce le informazioni necessarie, addebitandone il costo ai responsabili;
7) curare la tenuta del registro dei verbali delle assemblee, del registro di nomina e revoca dell'amministratore e del registro di contabilità. Nel registro dei verbali delle assemblee sono altresì annotate: le eventuali mancate costituzioni dell'assemblea, le deliberazioni nonché le brevi dichiarazioni rese dai condomini che ne hanno fatto richiesta; allo stesso registro è allegato il regolamento di condominio, ove adottato. Nel registro di nomina e revoca dell'amministratore sono annotate, in ordine cronologico, le date della nomina e della revoca di ciascun amministratore del condominio, nonché gli estremi del decreto in caso di provvedimento giudiziale. Nel registro di contabilità sono annotati in ordine cronologico, entro trenta giorni da quello dell'effettuazione, i singoli movimenti in entrata ed in uscita. Tale registro può tenersi anche con modalità informatizzate;
8) conservare tutta la documentazione inerente alla propria gestione riferibile sia al rapporto con i condomini sia allo stato tecnico-amministrativo dell'edificio e del condominio;
9) fornire al condomino che ne faccia richiesta attestazione relativa allo stato dei pagamenti degli oneri condominiali e delle eventuali liti in corso;
10) redigere il rendiconto condominiale annuale della gestione e convocare l'assemblea per la relativa approvazione entro centottanta giorni.
Art. 1130-bis C.C.  (Rendiconto condominiale) (Derogabile)
Il rendiconto condominiale contiene le voci di entrata e di uscita ed ogni altro dato inerente alla situazione patrimoniale del condominio, ai fondi disponibili ed alle eventuali riserve, che devono essere espressi in modo da consentire l'immediata verifica. Si compone di un registro di contabilità, di un riepilogo finanziario, nonché di una nota sintetica esplicativa della gestione con l'indicazione anche dei rapporti in corso e delle questioni pendenti. L'assemblea condominiale può, in qualsiasi momento o per più annualità specificamente identificate, nominare un revisore che verifichi la contabilità del condominio. La deliberazione è assunta con la maggioranza prevista per la nomina dell'amministratore e la relativa spesa è ripartita fra tutti i condomini sulla base dei millesimi di proprietà. I condomini e i titolari di diritti reali o di godimento sulle unità immobiliari possono prendere visione dei documenti giustificativi di spesa in ogni tempoed estrarne copia a proprie spese. Le scritture e i documenti giustificativi devono essere conservati per dieci anni dalla data della relativa registrazione.
L'assemblea può anche nominare, oltre all'amministratore, un consiglio di condominio composto da almeno tre condomini negli edifici di almeno dodici unità immobiliari. Il consiglio ha funzioni consultive e di controllo.
Art. 1131 C.C.  (Rappresentanza) (Inderogabile)
Nei limiti delle attribuzioni stabilite dall'articolo 1130 o dei maggiori poteri conferitigli dal regolamento di condominio o dall'assemblea, l'amministratore ha la rappresentanza dei partecipanti e può agire in giudizio sia contro i condomini sia contro i terzi.
Può essere convenuto in giudizio per qualunque azione concernente le parti comuni dell'edificio; a lui sono notificati i provvedimenti dell'autorità amministrativa che si riferiscono allo stesso oggetto.
Qualora la citazione o il provvedimento abbia un contenuto che esorbita dalle attribuzioni dell'amministratore, questi è tenuto a darne senza indugio notizia all'assemblea dei condomini.
L'amministratore che non adempie a quest'obbligo può essere revocato ed è tenuto al risarcimento dei danni.
Art. 1132. (Dissenso dei condòmini rispetto alle liti) (Inderogabile)
Qualora l'assemblea dei condomini abbia deliberato di promuovere una lite o di resistere a una domanda, il condomino dissenziente, con atto notificato all'amministratore, può separare la propria responsabilità in ordine alle conseguenze della lite per il caso di soccombenza. L'atto deve essere notificato entro trenta giorni da quello in cui il condomino ha avuto notizia della deliberazione.
Il condomino dissenziente ha diritto di rivalsa per ciò che abbia dovuto pagare alla parte vittoriosa.
Se l'esito della lite è stato favorevole al condominio, il condomino dissenziente che ne abbia tratto vantaggio è tenuto a concorrere nelle spese del giudizio che non sia stato possibile ripetere dalla parte soccombente.
Art. 1133 C.C.  (Provvedimenti presi dall'amministratore) (Derogabile)
I provvedimenti presi dall'amministratore nell'ambito dei suoi poteri sono obbligatori per i condomini. Contro i provvedimenti dell'amministratore è ammesso ricorso all'assemblea, senza pregiudizio del ricorso all'autorità giudiziaria nei casi e nel termine previsti dall'articolo 1137.
Art. 1134 C.C.  (Gestione di iniziativa individuale) (Derogabile)
Il condomino che ha assunto la gestione delle parti comuni senza autorizzazione dell'amministratore o dell'assemblea non ha diritto al rimborso, salvo che si tratti di spesa urgente.
Art. 1135 C.C.  (Attribuzione dell’assemblea dei condòmini) (Derogabile)
Oltre a quanto è stabilito dagli articoli precedenti, l'assemblea dei condomini provvede:
1) alla conferma dell'amministratore e all'eventuale sua retribuzione;
2) all'approvazione del preventivo delle spese occorrenti durante l'anno e alla relativa ripartizione tra i condomini;
3) all'approvazione del rendiconto annuale dell'amministratore e all'impiego del residuo attivo della gestione;
4) alle opere di manutenzione straordinaria e alle innovazioni, costituendo obbligatoriamente un fondo speciale di importo pari all'ammontare dei lavori.
L'amministratore non può ordinare lavori di manutenzione straordinaria, salvo che rivestano carattere urgente, ma in questo caso deve riferirne nella prima assemblea.
L'assemblea può autorizzare l'amministratore a partecipare e collaborare a progetti, programmi e iniziative territoriali promossi dalle istituzioni locali o da soggetti privati qualificati, anche mediante opere di risanamento di parti comuni degli immobili nonché di demolizione, ricostruzione e messa in sicurezza statica, al fine di favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente, la vivibilità urbana,la sicurezza e la sostenibilità ambientale della zona in cui il condominio è ubicato.
Art. 1136 C.C.  (Costituzione dell'assemblea e validità delle deliberazioni) (Inderogabile)
L'assemblea in prima convocazione è regolarmente costituita con l'intervento di tanti condomini che rappresentino i due terzi del valore dell'intero edificio e la maggioranza dei partecipanti al condominio.
Sono valide le deliberazioni approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell'edificio.
Se l'assemblea in prima convocazione non può deliberare per mancanza di numero legale, l'assemblea in seconda convocazione delibera in un giorno successivo a quello della prima e, in ogni caso, non oltre dieci giorni dalla medesima. L'assemblea in seconda convocazione è regolarmente costituita con l'intervento di tanti condomini che rappresentino almeno un terzo del valore dell'intero edificio e un terzo dei partecipanti al condominio. La deliberazione è valida se approvata dalla maggioranza degli intervenuti con un numero di voti che rappresenti almeno un terzo del valore dell'edificio.
Le deliberazioni che concernono la nomina e la revoca dell'amministratore o le liti attive e passive relative a materie che esorbitano dalle attribuzioni dell'amministratore medesimo, le deliberazioni che concernono la ricostruzione dell'edificio o riparazioni straordinarie di notevole entità e le deliberazioni di cui agli articoli 1117-quater, 1120, secondo comma, 1122-ter nonché 1135, terzo comma, devono essere sempre approvate con la maggioranza stabilita dal secondo comma del presente articolo.
Le deliberazioni di cui all'articolo 1120, primo comma, e all'articolo 1122-bis, terzo comma, devono essere approvate dall'assemblea con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti ed almeno i due terzi del valore dell'edificio.
L'assemblea non può deliberare, se non consta che tutti gli aventi diritto sono stati regolarmente convocati.
Delle riunioni dell'assemblea si redige processo verbale da trascrivere nel registro tenuto dall'amministratore.
Art. 1137 C.C.  (Impugnazione delle deliberazioni dell'assemblea) (Inderogabile)
Le deliberazioni prese dall'assemblea a norma degli articoli precedenti sono obbligatorie per tutti i condomini.
Contro le deliberazioni contrarie alla legge o al regolamento di condominio ogni condomino assente, dissenziente o astenuto può adire l'autorità giudiziaria chiedendone l'annullamento nel termine perentorio di trenta giorni, che decorre dalla data della deliberazione per i dissenzienti o astenuti e dalla data di comunicazione della deliberazione per gli assenti.
L'azione di annullamento non sospende l'esecuzione della deliberazione, salvo che la sospensione sia ordinata dall'autorità giudiziaria.
L'istanza per ottenere la sospensione proposta prima dell'inizio della causa di merito non sospende né interrompe il termine per la proposizione dell'impugnazione della deliberazione. Per quanto non espressamente previsto, la sospensione è disciplinata dalle norme di cui al libro IV, titolo I, capo III, sezione I, con l'esclusione dell'articolo 669-octies, sesto comma, del codice di procedura civile.
Art. 1138 C.C.  (Regolamento di condominio)
Quando in un edificio il numero dei condomini è superiore a dieci, deve essere formato un regolamento, il quale contenga le norme circa l'uso delle cose comuni e la ripartizione delle spese, secondo i diritti e gli obblighi spettanti a ciascun condomino, nonché le norme per la tutela del decoro dell'edificio e quelle relative all'amministrazione.
Ciascun condomino può prendere l'iniziativa per la formazione del regolamento di condominio o per la revisione di quello esistente.
Il regolamento deve essere approvato dall'assemblea con la maggioranza stabilita dal secondo comma dell'articolo 1136 ed allegato al registro indicato dal numero 7) dell'articolo 1130. Esso può essere impugnato a norma dell'articolo 1107.
Le norme del regolamento non possono in alcun modo menomare i diritti di ciascun condomino, quali risultano dagli atti di acquisto e dalle convenzioni, e in nessun caso possono derogare alle disposizioni degli articoli 1118, secondo comma, 1119, 1120, 1129, 1131, 1132, 1136 e 1137.
Le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici.
Art. 1139 C.C.  (Rinvio alle norme sulla comunione)
Per quanto non è espressamente previsto da questo capo si osservano le norme sulla comunione in generale.
 DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE DEL CODICE CIVILE
Art. 61 Disp. Att. (Separazione dei condomini)
Qualora un edificio o un gruppo di edifici appartenenti per piani o porzioni di piano a proprietari diversi si possa dividere in parti che abbiano le caratteristiche di edifici autonomi, il condominio può essere sciolto e i comproprietari di ciascuna parte possono costituirsi in condominio separato. Lo scioglimento è deliberato dall’assemblea con la maggioranza prescritta dal secondo comma dell’articolo 1136 del codice, o è disposto dall’autorità giudiziaria su domanda di almeno un terzo dei comproprietari di quella parte dell’edificio della quale si chiede la separazione.
Art. 62 Disp. Att. (Separazione dei condomini)
La disposizione del primo comma dell’articolo precedente si applica anche se restano in comune con gli originari partecipanti alcune delle cose indicate dall’art. 1117 del codice.
Art. 63 Disp. Att. (Riscossione contributi - Condomino subentrante - Mora nei pagamenti)
Per la riscossione dei contributi in base allo stato di ripartizione approvato dall'assemblea, l'amministratore, senza bisogno di autorizzazione di questa, può ottenere un decreto di ingiunzione immediatamente esecutivo, nonostante opposizione, ed è tenuto a comunicare ai creditori non ancora soddisfatti che lo interpellino i dati dei condomini morosi.
I creditori non possono agire nei confronti degli obbligati in regola con i pagamenti, se non dopo l'escussione degli altri condomini.
In caso di mora nel pagamento dei contributi che si sia protratta per un semestre, l'amministratore può sospendere il condomino moroso dalla fruizione dei servizi comuni suscettibili di godimento separato.
Chi subentra nei diritti di un condomino è obbligato solidalmente con questo al pagamento dei contributi relativi all'anno in corso e a quello precedente.
Chi cede diritti su unità immobiliari resta obbligato solidalmente con l'avente causa per i contributi maturati fino al momento in cui è trasmessa all'amministratore copia autentica del titolo che determina il trasferimento del diritto.
Art. 64 Disp. Att. (Procedura per la revoca dell'amministratore)
Sulla revoca dell'amministratore, nei casi indicati dall'undicesimo comma dell'articolo 1129 e dal quarto comma dell'articolo 1131 del codice, il tribunale provvede in camera di consiglio, con decreto motivato, sentito l'amministratore in contraddittorio con il ricorrente.
Contro il provvedimento del tribunale può essere proposto reclamo alla corte d'appello nel termine di dieci giorni dalla notificazione o dalla comunicazione.
Art. 65 Disp. Att. (Nomina del curatore speciale in mancanza dell'amministratore)
Quando per qualsiasi causa manca il legale rappresentante dei condomini, chi intende iniziare o proseguire una lite contro i partecipanti a un condominio può richiedere la nomina di un curatore speciale ai sensi dell'articolo 80 del codice di procedura civile.
Il curatore speciale deve senza indugio convocare l'assemblea dei condomini per avere istruzioni sulla condotta della lite.
Art. 66 Disp. Att. (Convocazione dell'assemblea in via straordinaria)
L'assemblea, oltre che annualmente in via ordinaria per le deliberazioni indicate dall'articolo 1135 del codice, può essere convocata in via straordinaria dall'amministratore quando questi lo ritiene necessario o quando ne è fatta richiesta da almeno due condomini che rappresentino un sesto del valore dell'edificio. Decorsi inutilmente dieci giorni dalla richiesta, i detti condomini possono provvedere direttamente alla convocazione.
In mancanza dell'amministratore, l'assemblea tanto ordinaria quanto straordinaria può essere convocata a iniziativa di ciascun condomino.
L'avviso di convocazione, contenente specifica indicazione dell'ordine del giorno, deve essere comunicato almeno cinque giorni prima della data fissata per l'adunanza in prima convocazione, a mezzo di posta raccomandata, posta elettronica certificata, fax o tramite consegna a mano, e deve contenere l'indicazione del luogo e dell'ora della riunione. In caso di omessa, tardiva o incompleta convocazione degli aventi diritto, la deliberazione assembleare è annullabile ai sensi dell'articolo 1137 del codice su istanza dei dissenzienti o assenti perché non ritualmente convocati.
L'assemblea in seconda convocazione non può tenersi nel medesimo giorno solare della prima.
L'amministratore ha facoltà di fissare più riunioni consecutive in modo da assicurare lo svolgimento dell'assemblea in termini brevi, convocando gli aventi diritto con un unico avviso nel quale sono indicate le ulteriori date ed ore di eventuale prosecuzione dell'assemblea validamente costituitasi.
Art. 67 Disp. Att. (Rappresentanza dei condomini in assemblea - Usufruttuario)
Ogni condomino può intervenire all'assemblea anche a mezzo di rappresentante, munito di delega scritta. Se i condomini sono più di venti, il delegato non può rappresentare più di un quinto dei condomini e del valore proporzionale.
Qualora un'unità immobiliare appartenga in proprietà indivisa a più persone, queste hanno diritto a un solo rappresentante nell'assemblea, che è designato dai comproprietari interessati a norma dell'articolo 1106 del codice.
Nei casi di cui all'articolo 1117-bis del codice, quando i partecipanti sono complessivamente più di sessanta, ciascun condominio deve designare, con la maggioranza di cui all'articolo 1136, quinto comma, del codice, il proprio rappresentante all'assemblea per la gestione ordinaria delle parti comuni a più condominii e per la nomina dell'amministratore. In mancanza, ciascun partecipante può chiedere che l'autorità giudiziaria nomini il rappresentante del proprio condominio. Qualora alcuni dei condominii interessati non abbiano nominato il proprio rappresentante, l'autorità giudiziaria provvede alla nomina su ricorso anche di uno solo dei rappresentanti già nominati, previa diffida a provvedervi entro un congruo termine. La diffida ed il ricorso all'autorità giudiziaria sono notificati al condominio cui si riferiscono in persona dell'amministratore o, in mancanza, a tutti i condomini.
Ogni limite o condizione al potere di rappresentanza si considera non apposto. Il rappresentante risponde con le regole del mandato e comunica tempestivamente all'amministratore di ciascun condominio l'ordine del giorno e le decisioni assunte dall'assemblea dei rappresentanti dei condominii.
All'amministratore non possono essere conferite deleghe per la partecipazione a qualunque assemblea.
L'usufruttuario di un piano o porzione di piano dell'edificio esercita il diritto di voto negli affari che attengono all'ordinaria amministrazione e al semplice godimento delle cose e dei servizi comuni.
Nelle altre deliberazioni, il diritto di voto spetta ai proprietari, salvi i casi in cui l'usufruttario intenda avvalersi del diritto di cui all'articolo 1006 del codice ovvero si tratti di lavori od opere ai sensi degli articoli 985 e 986 del codice. In tutti questi casi l'avviso di convocazione deve essere comunicato sia all'usufruttuario sia al nudo proprietario.
Il nudo proprietario e l'usufruttuario rispondono solidalmente per il pagamento dei contributi dovuti all'amministrazione condominiale.
Art. 10 L. 27 luglio 1978 n. 392 (Partecipazione del conduttore)
Il conduttore ha diritto di voto, in luogo del proprietario dell'appartamento locatogli, nelle delibere dell'assemblea condominiale relative alle spese e alla modalità di gestione dei servizi di riscaldamento e di condizionamento d'aria. Egli ha inoltre diritto di intervenire, senza diritto di voto, sulle delibere relative alla modificazione degli altri servizi comuni.
La disciplina di cui al primo comma si applica anche qualora si tratti di edificio non in condominio. In tale ipotesi i conduttori si riuniscono in apposita assemblea convocata dal proprietario dell'edificio o da almeno tre conduttori.
Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni del codice civile sull'assemblea dei condomini.
Art. 68 Disp. Att. (Attribuzione del valore alle quote di proprietà)
Ove non precisato dal titolo ai sensi dell'articolo 1118, per gli effetti indicati dagli articoli 1123, 1124, 1126 e 1136 del codice, il valore proporzionale di ciascuna unità immobiliare è espresso in millesimi in apposita tabella allegata al regolamento di condominio.
Nell'accertamento dei valori di cui al primo comma non si tiene conto del canone locatizio, dei miglioramenti e dello stato di manutenzione di ciascuna unità immobiliare.
Art. 69 Disp. Att. (Revisione quote comproprietà)
I valori proporzionali delle singole unità immobiliari espressi nella tabella millesimale di cui all'articolo 68 possono essere rettificati o modificati all'unanimità. Tali valori possono essere rettificati o modificati, anche nell'interesse di un solo condomino, con la maggioranza prevista dall'articolo 1136, secondo comma, del codice, nei seguenti casi:
1) quando risulta che sono conseguenza di un errore;
2) quando, per le mutate condizioni di una parte dell'edificio, in conseguenza di sopraelevazione, di incremento di superfici o di incremento o diminuzione delle unità immobiliari, è alterato per più di un quinto il valore proporzionale dell'unità immobiliare anche di un solo condomino. In tal caso il relativo costo è sostenuto da chi ha dato luogo alla variazione.
Ai soli fini della revisione dei valori proporzionali espressi nella tabella millesimale allegata al regolamento di condominio ai sensi dell'articolo 68, può essere convenuto in giudizio unicamente il condominio in persona dell'amministratore. Questi è tenuto a darne senza indugio notizia all'assemblea dei condomini. L'amministratore che non adempie a quest'obbligo può essere revocato ed è tenuto al risarcimento degli eventuali danni.
Le norme di cui al presente articolo si applicano per la rettifica o la revisione delle tabelle per la ripartizione delle spese redatte in applicazione dei criteri legali o convenzionali.
Art. 70 Disp. Att. (Sanzioni per infrazioni al Regolamento)
Per le infrazioni al regolamento di condominio può essere stabilito, a titolo di sanzione, il pagamento di una somma fino ad euro 200 e, in caso di recidiva, fino ad euro 800. La somma è devoluta al fondo di cui l'amministratore dispone per le spese ordinarie.
Art. 71 Disp. Att. (Registro delle deliberazioni)
Il registro indicato dal quarto comma dell'articolo 1129 e dal terzo comma dell'articolo 1138 del codice è tenuto presso l'associazione professionale dei proprietari di fabbricati.
Art. 71-bis. Disp. Att. (Abilitazione allo svolgimento dell’attività di amministratore)
Possono svolgere l'incarico di amministratore di condominio coloro:
a) che hanno il godimento dei diritti civili;
b) che non sono stati condannati per delitti contro la pubblica amministrazione, l'amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio o per ogni altro delitto non colposo per il quale la legge commina la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni e, nel massimo, a cinque anni;
c) che non sono stati sottoposti a misure di prevenzione divenute definitive, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione;
d) che non sono interdetti o inabilitati;
e) il cui nome non risulta annotato nell'elenco dei protesti cambiari;
f) che hanno conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado;
g) che hanno frequentato un corso di formazione iniziale e svolgono attività di formazione periodica in materia di amministrazione condominiale.
I requisiti di cui alle lettere f) e g) del primo comma non sono necessari qualora l'amministratore sia nominato tra i condomini dello stabile.
Possono svolgere l'incarico di amministratore di condominio anche società di cui al titolo V del libro V del codice. In tal caso, i requisiti devono essere posseduti dai soci illimitatamente responsabili, dagli amministratori e dai dipendenti incaricati di svolgere le funzioni di amministrazione dei condomini a favore dei quali la società presta i servizi.
La perdita dei requisiti di cui alle lettere a), b), c), d) ed e) del primo comma comporta la cessazione dall'incarico. In tale evenienza ciascun condomino può convocare senza formalità l'assemblea per la nomina del nuovo amministratore.
A quanti hanno svolto attività di amministrazione di condominio per almeno un anno, nell'arco dei tre anni precedenti alla data di entrata in vigore della presente disposizione, è consentito lo svolgimento dell'attività di amministratore anche in mancanza dei requisiti di cui alle lettere f) e g) del primo comma. Resta salvo l'obbligo di formazione periodica.
Art. 71-ter.(sito internet del condominio)
Su richiesta dell'assemblea, che delibera con la maggioranza di cui al secondo comma dell'articolo 1136 del codice, l'amministratore è tenuto ad attivare un sito internet del condominio che consenta agli aventi diritto di consultare ed estrarre copia in formato digitale dei documenti previsti dalla delibera assembleare. Le spese per l'attivazione e la gestione del sito internet sono poste a carico dei condomini.
Art. 71-quater.(mediazione conciliativa obbligatoria)
Per controversie in materia di condominio, ai sensi dell'articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, si intendono quelle derivanti dalla violazione o dall'errata applicazione delle disposizioni del libro III, titolo VII, capo II, del codice e degli articoli da 61 a 72 delle presenti disposizioni per l'attuazione del codice.
La domanda di mediazione deve essere presentata, a pena di inammissibilità, presso un organismo di mediazione ubicato nella circoscrizione del tribunale nella quale il condominio è situato.
Al procedimento è legittimato a partecipare l'amministratore, previa delibera assembleare da assumere con la maggioranza di cui all'articolo 1136, secondo comma, del codice.
Se i termini di comparizione davanti al mediatore non consentono di assumere la delibera di cui al terzo comma, il mediatore dispone, su istanza del condominio, idonea proroga della prima comparizione.
La proposta di mediazione deve essere approvata dall'assemblea con la maggioranza di cui all'articolo 1136, secondo comma, del codice. Se non si raggiunge la predetta maggioranza, la proposta si deve intendere non accettata.
Il mediatore fissa il termine per la proposta di conciliazione di cui all'articolo 11 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, tenendo conto della necessità per l'amministratore di munirsi della delibera assembleare.
Art. 72.
I regolamenti di condominio non possono derogare alle disposizioni dei precedenti articoli 63, 66, 67 e 69 disp.att.c.c..
155-bis.
L’assemblea, ai fini dell’adeguamento degli impianti non centralizzati di cui all’articolo 1122-bis, primo comma, del codice, già esistenti alla data di entrata in vigore del presente articolo, adotta le necessarie prescrizioni con le maggioranze di cui all’articolo 1136, commi primo, secondo e terzo del codice
Art. 23 Cod.Proc.Civ. (Foro per le cause fra condomini)
E' competente per le cause fra condomini, il giudice del luogo ove si trovano i beni comuni o la maggior parte di essi.
Tale norma si applica anche dopo lo scioglimento della società o del condominio, purché la domanda sia proposta entro un biennio dalla divisione.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 02 Ottobre 2013 22:48
 

LA POLIZZA GLOBALE FABBRICATI COME OPERA CONDOMINIALE

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LA POLIZZA GLOBALE FABBRICATI COME OPERA CONDOMINIALE
La polizza globale fabbricati presenta alcune peculiarità che la rendono unica nel suo genere, per cui riteniamo utile fornire alcune informazioni. La polizza globale è essenzialmente una assicurazione a copertura della responsabilità civile, per cui garantisce l’assicurato dalle richieste risarcitorie che potrebbero avanzare terzi danneggiati; ciò significa che non “copre” i danni accaduti alle cose dell’assicurato, ma tutela economicamente quest’ultimo da eventuali pretese di terzi...

Ultimo aggiornamento Lunedì 10 Settembre 2012 13:59 Leggi tutto...
 

Condominio, privacy con limiti

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La privacy entra in condominio, ma non può ostacolare la corretta e trasparente gestione amministrativa della proprietà. I condomini devono fornire tutti i dati pertinenti e necessari all'amministratore, che può "trattarli" – e quindi farne uso – in modo lecito e senza eccessi, soloCondominioNews24 n. 9 6 per scopi collegati al l'adempimento del proprio incarico, per lo svolgimento delle attività di gestione e di amministrazione delle parti comuni, compresa quella di determinare le posizioni dei singoli proprietari rispetto alle spese deliberate dall'assemblea.Di certo, comunque, l'amministratore non deve chiedere il consenso del condomino: è la stessa normativa della privacy a escluderlo. I dati, da un lato servono a eseguire il contratto di mandato tra amministratore e condomini (articolo 12, lettera b, legge 675/96); dall'altro sono raccolti invirtù della norma che impone la presenza di un amministratore quando i condomini sono più di quattro (articolo 12, lettera a, legge 675/96). E in ogni caso il consenso non è necessario per i dati personali raccolti prima dell'entrata in vigore della legge (8 maggio 1997). È certo, dunque, che néil regolamento di condominio, né l'assemblea, né l'amministratore di propria iniziativa possono imporre il consenso del condomino al trattamento dei dati. L'amministratore ha quindi il dovere di richiedere ai partecipanti al condominio i dati personali indispensabili per redigere l'anagrafico, senza però pretendere di acquisire quelli relativi a tutti i residenti, quali i conviventi dei condomini. Per gli inquilini, l'obbligo del condomino-locatore difornire i loro dati discende dal principio per cui anch'essi sono tenuti all'osservanza del regolamento di condominio.
Ultimo aggiornamento Domenica 14 Giugno 2009 20:41 Leggi tutto...
 
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IL CONDOMINIO: norme e regole

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ISTAT

  • Indici dei prezzi al consumo
    A Luglio NIC +0,3% su giugno +2,7% in un anno
  • Commercio estero
    A giugno il saldo complessivo è -1,8 miliardi di euro
  • La vita quotidiana
    Anno 2010
  • Stima preliminare del Pil
    Nel II trimestre 2011 +0,3% sul I trimestre 2011, +0,8% su anno
  • Indice della produzione industriale
    A giugno +0,2% su base annua
  • I gruppi di impresa in Italia
    Nel 2009 sono più di 80.000 con 5,7 milioni di addetti
  • Statistiche culturali
    Anni 2008 e 2009
  • Indici dei prezzi alla produzione dei prodotti energetici
    Giugno 2011
  • Occupati e disoccupati: stime provvisorie
    A giugno -0,1% gli occupati, -0,3% i disoccupati
  • Indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali
    A giugno +0,1 % su maggio +4,3% in un anno
  • Bilancio demografico mensile
    Il bilancio demografico mensile nel periodo Gennaio-Novembre 2006

  • Comune di Vicenza: Tutte le notizie
  • Impianti di illuminazione, conclusi i lavori in via Fratelli Bandiera e in piazza Scamozzi
    Si sono conclusi ieri, giovedì 17 agosto, i lavori di realizzazione dei due nuovi impianti di illuminazione di via Fratelli Bandiera, tra la rotatoria con viale Rodolfi e quella con viale Astichello, e di piazza Vincenzo Scamozzi, detta anche della Madonnina, all'incrocio tra le vie Carpioni, Miglioranza, Maffei e Calderari. Da questa sera, venerdì 18 agosto, entrambi gli impianti saranno accesi. “Entrambi gli interventi erano richiesti da tempo dai cittadini e ben presenti all'amministrazione – ha dichiarato l'assessore alla cura urbana Cristina Balbi – che in questo modo è riuscita nell'obiettivo di migliorare la sicurezza delle due aree rendendole più ordinate”. In sostituzione del vecchio impianto di via Fratelli Bandiera sono state realizzate nuove linee di alimentazione elettrica in cavidotto interrato e installati 8 nuovi pali per l’illuminazione a led. In piazza Scamozzi, invece, si è proceduto alla posa di linee di alimentazione elettrica interrate e all'installazione di 4 nuovi lampioni a metà di ciascuno dei quattro lati esterni della rotatoria della piazza, oltre che di 3 nuovi lampioni nella laterale via Carpioni. Come previsto da capitolato, a primavera del 2018 gli scavi saranno ripristinati definitivamente.
  • L'autografo di Michelangelo della Bertoliana in mostra al Met di New York
    A fine ottobre la Lettera di Michelangelo con disegni conservata nelle raccolte della Biblioteca civica Bertoliana prenderà il volo per New York, dove il prestigioso Metropolitan Museum of Art celebrerà l'arte del Buonarroti con la più grande esposizione mai dedicata dall'istituzione newyorchese al Rinascimento e al genio del fiorentino. Ne hanno dato l’annuncio oggi nella sala della Specchiera di palazzo Cordellina il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d’Elci e per la Biblioteca civica Bertoliana il presidente Giuseppe Pupillo e il direttore Giorgio Lotto. “La Bertoliana, che ha una funzione di pubblica lettura, conserva un patrimonio di grande valore che alimenta un’attività di scambio e prestito di opere spesso richieste da istituzioni prestigiose – ha spiegato il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d’Elci -. Questo avviene anche a Palazzo Chiericati dove da poco è rientrato il “Cristo crocifisso” di Hans Memling dalla Pierpont Morgan Library & Museum di New York; inoltre opere rinascimentali conservate nei depositi del Chiericati sono state esposte al Metropolitan Art Museum di Tokyo mentre tutt’ora è allestita a Zagabria la mostra su Tiepolo, prima a Torino, che accoglie alcune opere sempre del Chiericati. Si può quindi comprendere come a volte l’attestazione del valore di ciò che custodiamo proviene da istituzioni e realtà esterne. Da parte nostra abbiamo deciso di avviare una politica che a fronte di prestiti ci consente di ottenere in cambio il restauro dell’opera. In questo modo assolviamo alla funzione di valorizzazione per cui Vicenza in questi ultimi anni ha fatto molto”. “La donazione avviene nel 1866, data memorabile per l’unione del Veneto all’Italia, che coincide con l'avvio di un periodo ricco di donazioni alla Bertoliana da parte di privati cittadini – è intervenuto il presidente della Biblioteca civica Bertoliana Giuseppe Pupillo -. Donazioni che da sempre sono elemento fondamentale per la vita della Bertoliana e che fortunatamente continuano ancora oggi contribuendo ad arricchire la già eccezionale ricchezza documentale dell’istituzione cittadina grazie anche al rapporto con città e provincia. Accanto alle donazioni, elemento fondamentale per la crescita della Bertoliana sono stati gli eruditi e i bibliotecari che si susseguirono negli anni: il 16 settembre ricorderemo un grande bibliotecario, Antonio Marco Dalla Pozza, noto per le grandi capacità innovative. Non si può dimenticare il ruolo degli studiosi, tra cui Lionello Puppi che ha approfondito l’analisi dell’autografo di Michelangelo, e di tutti gli altri esperti che accedono alla Bertoliana per approfondire lo studio de i numerosi documenti conservati. La lettera è stata esposta in tre momenti, tra cui a Palazzo Thiene nel 2003, occasione in cui il Rotary Club si assunse l’onere del restauro che fu realizzato dall'Istituto centrale di patologia del libro di Roma. L’attenzione verso il restauro delle opere è fondamentale per la conservazione del patrimonio: ben venga che si sentano coinvolte associazioni e anche privati. Infine ricordo che è importante rafforzare il legame tra la città e la Bertoliana, che ha certamente oggi la funzione di offrire un servizio di pubblica lettura ma che vede la sua grandezza nel fitto patrimonio delle raccolte documentali”. Il direttore della Biblioteca, Giorgio Lotto, ha poi descritto la lettera e illustrato il valore del documento che è assicurato per 2.214.300 dollari. “Michelangelo: Divine Draftsman and Designer”, l'esposizione nella quale 150 disegni, tre grandi sculture e una serie di opere provenienti da 54 collezioni europee e statunitensi celebrerà la mano e lo sguardo del “divino” disegnatore e progettista, sarà inaugurata il 6 novembre prossimo al Met e visitabile fino al 12 febbraio 2018. La mostra condurrà in un viaggio imperdibile tra le suggestioni poetiche, estetiche, filosofiche e iconografiche del Buonarroti, senza dimenticare un confronto ragionato col contesto: a completare il percorso ci saranno un buon numero di opere complementari di altri artisti del Cinquecento. Al centro dell'evento, curato da Carmen C. Bambach, direttrice del dipartimento di grafica del Met, c’è la forza del disegno come origine e fondamento di tutta l'arte michelangiolesca, tra potenza drammatica e virtuosismo tecnico: dalla pittura alla scultura, passando per l’architettura. Bambach è venuta di persona in Bertoliana per visionare il documento michelangiolesco esibito ad oggi solo in tre occasioni, tutte nella città di Vicenza. La Lettera di Michelangelo a Pietro Urbano, scritta a Firenze il 20 agosto 1519, si inserisce nella tempestosa e sfortunata vicenda della decorazione della facciata del tempio mediceo di San Lorenzo e illumina il rapporto intrattenuto da Michelangelo con il suo più fidato collaboratore, Pietro Urbano. Terminato l'ampliamento della primitiva chiesa fiorentina di San Lorenzo a cura di Filippo Brunelleschi, nel 1518 Leone X – figlio di Lorenzo il Magnifico - incaricò Michelangelo di decorarne la facciata. “Sei colonne d'undici brazza e mezzo l'una e molti altri marmi” furono “bozzati” nel 1520; l'anno dopo avvenne il primo trasferimento di tre colonne, delle quali due si ruppero e solo una giunse al cantiere fiorentino. Poco dopo Leone X scisse il contratto con Michelangelo e la facciata di San Lorenzo restò al grezzo, così come noi la conosciamo. Il grande artista fiorentino si era peraltro recato di persona sulle Apuane per scegliere personalmente i marmi da impiegare per la decorazione del tempio mediceo e il fido aiuto Pietro Urbano aveva avuto il compito di vigilare il lavoro presso le cave di Carrara. La Lettera di Michelangelo a Pietro Urbano, scritta a Firenze il 20 agosto 1519, è un foglio nel quale il Buonarroti, impaziente, sollecita notizie dall'aiutante. Michelangelo chiede, in particolare, se sono già state tagliate le pietre destinate al tempio laurenziano. Per la consegna la missiva venne affidata al carradore Michele Lelli diretto a Pietrasanta dov'era l'Urbano. Ai lati del foglio usato da Michelangelo per vergare il breve messaggio si stagliano gli schizzi a lapis del capo e del petto di un uccello rapace, nonché di una gamba umana. Sul verso è disegnata la zampa tesa e scarnificata di un uccello posta subito sotto la firma Michelagnolo in Firenze. I tre disegni sono del Buonarroti, mentre gli altri schizzi sommari e deboli sono di una mano che emula l'impronta grafica michelangiolesca. Ma perché quei disegni su un foglietto utilizzato per una missiva? La critica ha proposto uno scenario in cui Michelangelo, per scrivere il breve messaggio all'Urbano, abbia impiegato uno dei quei pezzi di carta su cui soleva esercitare la mano inventando fantasie di immagini. I tre disegni tramutano il foglio della Bertoliana da un pur importante frammento autografo epistolare, a inestimabile testimonianza dell'arte di Michelangelo. Il documento giunse in Bertoliana nel 1866 attraverso il dono di Antonio Porto che destinava alla civica biblioteca di Vicenza i manoscritti, gli autografi e gli epistolari appartenuti ai conti Alessandro e Leonardo Trissino. Ad analizzarlo scientificamente per la prima volta ed a portarlo alla ribalta internazionale fu Lionello Puppi nel 1967. Nel 1979 l'autografo trovò definitivo riconoscimento venendo collocato nel corpus del carteggio dell'artista nella monumentale opera curata da Paola Barocchi e Renzo Ristori. Nel 2002 il foglio venne meticolosamente restaurato dall'Istituto di Patologia del libro di Roma con il contributo del Rotary Club Vicenza. La carta si presentava, infatti, imbrunita e indebolita lungo le numerose pieghe; inoltre una estesa lacerazione interessava tre quarti della lunghezza. Già nel 2003, però, il foglio poté tornare alla pubblica attenzione, pulito e consolidato, in una importante iniziativa espositiva allestita nella sede della Banca Popolare di Vicenza in contra' Porti.        
  • Luna park a Campo Marzo, in funzione da venerdì 25 agosto a giovedì 14 settembre
    Come da tradizione Campo Marzo si prepara ad accogliere il Luna park allestito in occasione della Festa dei Oto dell'8 settembre. E’ stata pubblicata un'ordinanza con cui si dispone l'apertura delle attrazioni lungo viale Dalmazia a partire da venerdì 25 agosto fino a giovedì 14 settembre. Le operazioni di allestimento inizieranno già lunedì 21 agosto. Nella stessa ordinanza è previsto anche il divieto di vendita da parte degli operatori, concessionari delle aree pubbliche a Campo Marzo in occasione del luna park, di bevande in bottiglie di vetro. Come stabilito dal regolamento comunale di polizia urbana, licenziato lo scorso giugno, non sarà, inoltre, possibile detenere bevande in bottiglie di vetro, pena il sequestro delle stesse. Il Luna park sarà in funzione dalle 16 alle 24 dal lunedì al giovedì e dalle 15 all'1 di notte il venerdì e il sabato; la domenica, invece, dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 24. Giovedì 7 settembre, in occasione dell'annuale processione al Santuario di Monte Berico, gli impianti sonori saranno spenti alle 20. Venerdì 8 settembre il luna park sarà aperto dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 all'1 di notte.  
  • Zanzara tigre, il 22 e il 24 agosto disinfestazioni nei cimiteri e nelle aree verdi
    Proseguono le disinfestazioni da zanzara tigre programmate daI settore Ambiente, energia e tutela del territorio del Comune di Vicenza. Per consentire tali interventi, martedì 22 agosto rimarranno chiusi al pubblico il cimitero di Polegge e il campo di atletica Perraro in via Rosmini, mentre giovedì 24 agosto non saranno accessibili il cimitero di Maddalene e Parco Fornaci. In caso di maltempo gli interventi saranno rinviati. Per maggiori informazioni è possibile consultare la scheda urp sul sito del Comune, seguendo il percorso Cittadino, Ambiente e territorio, Derattizzazione e disinfestazione.
  • Giovanni Guglielmo è stato sepolto nel Famedio del Cimitero maggiore
    Questa mattina alle 10 il maestro Giovanni Guglielmo, musicista vicentino scomparso domenica 13 agosto, è stato sepolto nel Famedio del Cimitero maggiore. All’illustre cittadino la giunta comunale ha voluto attribuire l’onore della sepoltura nel prestigioso luogo riservato alle personalità benemerite che si sono particolarmente distinte. Il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d’Elci ha portato il saluto del sindaco, fuori città per alcuni giorni, particolarmente affettuoso verso il figlio e la vedova. “Siamo riuniti qui oggi non a mestamente evocare le ombre ma, in piena luce, ad accarezzare un'idea bella e potente e a offrirla in dono, dono ultimo ed estremo, al maestro Giovanni Guglielmo. Questa idea, e questo dono, si chiama immortalità. Ed è l'idea più bella e potente e commovente che una comunità civile possa produrre, l'unica forse capace di competere per emozione e profondità - dal punto di vista laico - con le formule e i riti con cui la religione conforta quanti hanno il dono della fede. E come per l'intitolazione di un luogo, la sepoltura in questo luogo - l'iscrizione di un nome su questa lapide - non rappresenta solo un grande onore, l'onore più grande che una comunità possa tributare, ma appunto un impegno e una promessa laica di immortalità. È il modo con cui la comunità guarda a un defunto e lo fa, letteralmente, proprio, reclamandolo da una dimensione esclusivamente privata a quella collettiva. È il modo con cui la comunità lo ringrazia. Il modo in cui gli dice: tu sei amato. In cui gli promette: non sarai dimenticato. Ma è, cosa ancora più importante, il modo con cui la comunità parla a se stessa e dice: guardate questa storia, e ammiratela, perché è una storia esemplare. Nessuno di coloro che sono stati invitati nel Famedio cittadino ha avuto una vita che non fosse esattamente questo - esemplare. Ed è una bellissima parola, esempio, una parola che dovremmo riscoprire e coltivare nuovamente e con più forza di quanto facciamo in questo tempo difficile e spesso triste, come la cronaca di questi giorni e di queste ore ci ricorda, un tempo che a volte pare preludere a un ritorno, doloroso e preoccupante, delle tenebre. "Perché il male trionfi - scrisse il filosofo Edmund Burke - basta una sola cosa, che gli uomini buoni non facciano niente". Dunque, l'esempio. L'esempio come una luce che rischiara, come un faro che fende le nebbie e indirizza le navi a evitare gli scogli e raggiungere un porto sicuro. Ed è difficile pensare all'idea di esempio, di esemplarità, senza collegarla a un altro concetto fondamentale: quello dell'insegnamento, della trasmissione della conoscenza, della formazione di una coscienza, dell'accompagnamento dei più giovani lungo un percorso di ricerca, di scoperta, di sfida, di realizzazione. Sottolineo queste parole - esempio, insegnamento, accompagnamento - perché per me racchiudono, delle molte belle e importanti pagine di vita vergate da Giovanni Guglielmo, la più luminosa. Quella che lo ha visto - accanto agli sfolgoranti successi personali e ai mille riconoscimenti artistici - appunto didatta, docente, guida, amico. Maestro. Tutti voi, che gli siete stati vicini e allievi e colleghi, pensate a lui istintivamente - lo si è ben visto nei tanti dolcissimi commenti di questi giorni - come al "Maestro", con la M maiuscola. E pur non avendo avuto la fortuna di essergli io amico, ho colto bene, nelle parole che ho letto e udito di tanti di voi, come nel suo caso il termine "maestro" non sia solo l'appellativo che si riserva ai musicisti. Ma che racchiuda appunto quella affettuosa fiducia, intrisa però di un profondo rispetto, che dedichiamo a coloro a cui riconosciamo il ruolo e il compito di guidarci per un tratto - più lungo, più breve - della nostra vita. Delle tante pagine di una carriera eccezionale, allora, non ricorderò qui le più gloriose - ma quella per la nostra città più importante, la più luminosa. Quella del Guglielmo didatta, docente, maestro, direttore, formatore, ispiratore, accompagnatore. Quella che gli ha visto lasciare un segno su generazioni di giovani musicisti, e che nella nostra città si è tradotta tra le altre nelle esperienze grandiose della fondazione e direzione del conservatorio Pedrollo, dell'Orchestra del Teatro Olimpico, e, negli ultimi fecondissimi anni, nell'esperienza formidabile dell'Ensemble Musagete, che ben sintetizza la sua attitudine a circondarsi di musicisti più giovani e a contribuire con amore alla loro crescita. Coltivare la pazienza e le fatiche e le gioie dell'insegnamento significa riporre fiducia nella forza dell'uomo, nel senso più profondo dell'uomo, nell'idea che sia la speranza - e non la paura - a definire l'orizzonte dell'uomo. Credere nell'educazione, dedicarvi le proprie energie e la propria passione, significa abbracciare l'idea che i nostri giorni migliori non siano alle nostre spalle ma davanti a noi, ancora da vivere, promessa iscritta in un tempo futuro. Giovanni Guglielmo ha, per tutta una vita lunga e ben spesa, onorato la città di Vicenza; oggi la città di Vicenza lo onora, per l'ultima volta, nel modo più solenne che abbia, invitandolo nel Famedio, pantheon dei propri eroi civili. Caro maestro, la città di Vicenza qui, oggi, ti saluta, con commozione ma senza mestizia. Riposa in pace, ma non necessariamente in silenzio: allieta il tempo e il riposo di quei cittadini illustri e benemeriti cui oggi ti affratelli con un'altra forma di immortalità, quella con cui questa cerimonia è iniziata - la grazia perfetta e senza tempo della musica”.
  • Il Giornale di Vicenza

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